L’Accademia D’Arte Drammatica Del Teatro Bellini

L’accademia d’arte drammatica del Teatro Bellini è nata nel 1990 per volontà del maestro Tato Russo, direttore artistico del Teatro Bellini. Essa ha per scopo la formazione di attori in grado d’inserirsi con padronanza e specificità sulla scena professionale.  Con lezioni mirate, un tirocinio intenso ed articolato, e con esperienze di scena fin dal secondo anno in seno ad alcune produzioni del Teatro Bellini (per le scuole e per un pubblico normale), gli aspiranti attori sono chiamati alla frequenza triennale dei corsi di che trattasi. Per accedere all’accademia, gli allievi, che non possono essere in numero superiore a 21 per triennio, devono superare una prova selettiva, che comprende: la dizione di un brano poetico; la recitazione di una scena dialogata, una prova di canto e ballo; un monologo.

Le materie d’insegnamento sono: recitazione (l’essere attore e tecniche attoriche nei diversi specifici e teorie d’interpretazione); logopedia e dizione; storia del teatro (dalle origini all’Avanguardia, al Cabaret, ai teatri orientali); canto, musica ed educazione del corpo; elementi di regia: teatro, cinema e televisione; strumenti della scenografia e del costume; elementi normativi nel campo dello spettacolo.

La retta annuale è gratuita per gli allievi prescelti che godranno di borsa di studio per merito.

L’accademia fornisce gratuitamente: libri di testo, saggi, monografie, strutture, materiale di lavoro, assistenza. Il tutto arricchito da iniziative collaterali di ricerca e di produzione, di stampa, etc. Nel solco delle materie d’insegnamento esposte, il piano didattico sarà articolato in: insegnamenti istituzionali comprendenti: recitazione ed interpretazione, educazione del corpo, storia del teatro e teorie drammaturgiche, rappresentazioni e messinscena, mimo e pantomima; insegnamenti di cultura teatrali  comprendenti: regia e registi, l’edificio teatrale, scenografia e costumistica; insegnamenti specialistici sul lavoro dell’attore, la costruzione del personaggio, la maschera, il teatro di figura e l’attore nel suo essere nel tempo, la tradizione napoletana. L’attività dell’Accademia d’Arte Drammatica ha accompagnato tutta la vita del Teatro Bellini dal 1990. L’Accademia è nata infatti quasi subito, come parte integrante della funzione che il Bellini si era assunto all’interno della città. L’obiettivo è stato ed è di formare, attraverso un tirocinio estremamente intenso e articolato, della durata di tre anni, nuovi giovani attori in grado di inserirsi con una sicura padronanza degli strumenti scenici e solida preparazione culturale sulla scena professionale, capaci di coniugare, la complessa tradizione del teatro napoletano con le necessità e le esigenze del teatro in lingua. La frequenza fin dall’inizio è stata gratuita, con un impegno totale da parte degli allievi.  Le lezioni coprono infatti l’intera giornata per quasi tutta la settimana. E all’insegnamento vero e proprio si sono associate  reali esperienze di scena, con la partecipazione degli allievi ad alcune produzioni professionali del Teatro. Si tratta quindi di una formazione ad ampio raggio ed estremamente dura, sia nell’affrontare il pubblico tumultuoso delle recite scolastiche, sia nella partecipazione a spettacoli veri e propri destinati alla platea esigente degli abbonati di un teatro di prestigio come il Bellini. Il primo gruppo di allievi, selezionato con un provino, incomincia a lavorare nel 1990. Presidente dell’Accademia è Tato Russo, direttore Romualdo Marrone. Un sostanziale contributo del Banco di Napoli permette all’Accademia di operare. Gli insegnanti sono affermati professionisti della scena attivi nella produzione del Bellini, o “esterni” che operano nella città. Nel corso del triennio la scuola realizza la produzione di Gioventù malata (con la regia di Casagrande) e al termine del terzo anno Tato Russo dirige il saggio finale, Recitazione di un saggio di recitazione. Per il secondo ciclo, che inizia nel ’93, viene selezionato un nuovo gruppo di ventuno allievi. La direzione culturale dell’Accademia è assunta da Claudio Vicentini. Il corpo docente si arricchisce di nuovi insegnati: Paolo Giuranna, Danilo di Girolamo, Elena Proto,  Mario Santella, Giovanni Sirano, Paola Maritozzi, Laura Zaccaria, Rino Di Martino, Giulio Baffi. Due saggi, nel corso del triennio: Arlecchino servitore di due padroni con la regia di Lucio Allocca e Romeo e Giulietta con la regia di Livio Galassi. Entrambi i saggi diventeranno spettacoli veri e propri e godranno di una lunga serie di repliche per il pubblico delle scuole.  Nel terzo triennio, iniziato nel ’96  entrano nel corpo docente ancora nuovi insegnanti: Francesca De Sapio, Maria Libera Ranaudo Antonio Pizzo, Annamaria Sapienza, Paolo Sommaiolo. Nella primavera del ’97 va in scena un saggio tratto dal Caligola di Camus, con la regia di Livio Galassi. I giovani attori  partecipano inoltre a due importanti produzioni del Bellini, Masaniello (autunno-inverno 1996) e Viva Diego (autunno-inverno 1997).

Nel quarto triennio 1999-2001, preside Romualdo Marrone, la direzione viene assunta da Livio Galassi e gli insegnanti sono Lucio Accolla, lo stesso Livio Galassi, Maurizio Gueli, Achille Millo, Antonio Portolano, Laura Zaccaria e, presenti già dal triennio precedente, Paolo Sommaiolo e Annamaria Sapienza. A questi (Antonio Portolano, Livio Galassi, Laura Zaccaria) si aggiungono nel successivo triennio 2002-2004 Tonino Accolla, Maria De Mirando, Paolo Giuranna, Antonio Iandolo, Amedeo Morelli, Cristina De Mirando, Annamaria Akermann e Carlo Morelli sempre sotto la guida di Romualdo Marrone e Livio Galassi. Per il sesto triennio 2005-2007 Tato Russo ha voluto chiamare alla direzione della scuola Alvaro Piccardi,il quale, oltre alla sua attività di regista e attore, è uno dei più preparati esperti nel settore didattico.  Piccardi, fondatore insieme a Gassman della Bottega di Firenze, e collaboratore del laboratorio di Proietti, è stato anche direttore dell’Accademia di Palmi, della scuola dell’INDA, e docente di numerose scuole nazionali, fra cui la Scuola Nazionale Cinema (Centro Sperimentale di Cinematografia).  Riportiamo alcuni punti del programma didattico impostato da Piccardi, e le materie di insegnamento con i relativi insegnanti.a

L’arte del mestiere
Una scuola di teatro fa tradizione e ricerca
Alvaro Piccardi

Il valore e il senso di una scuola di teatro oggi è innanzitutto di preparare seriamente dei giovani all’arte del mestiere dell’attore, ma in una situazione di crisi del nostro teatro che ha portato a un venir meno della qualificazione delle professioni e delle arti, può diventare anche luogo di verifica delle esperienze e dei saperi, di sviluppo delle energie, di ripensamento delle ragioni. In sostanza  una scuola di teatro può assolvere a un duplice compito: di inserimento dei propri attori sul mercato teatrale, e nello stesso tempo di creare una figura dell’attore che si collochi come protagonista del fare teatro, dotato di alta professionalità e portatore di idee capaci di rilanciare tensioni e progetti qualificati.

In questo senso il concetto stesso di professionalità va ridefinito e rapportato non tanto al presente, ma all’arte attoriale o meglio a quel “mestiere” dell’attore che si rifà alle nostre migliori tradizioni, le quali rischiano di perdersi e di scomparire all’interno di un processo di banalizzazione e di omologazione dei linguaggi. Il rapporto con la tradizione paradossalmente si pone oggi come ricerca, come studio delle fonti della comunicazione per ritrovare nella specificità del linguaggio teatrale ragioni, metodi e tecniche.

La nostra civiltà teatrale è la più ricca di tradizioni e la più povera di metodologie didattiche.

Si tratta di andare alle radici del sapere teatrale per scoprire o riscoprire indicazioni e segni. Le fonti di ispirazione per la costruzione di una didattica sono molteplici: dalle maschere della commedia dell’arte per una conoscenza dei grandi archetipi dell’espressione teatrale, alla grande lezione realistica di Goldoni (l’irruzione del linguaggio del mondo nella lingua teatrale) e di Pirandello che ha indagato il confine tra attore e personaggio, arte e vita, verità e finzione, struttura e forma.

Fondamentale e centrale è il rapporto con il teatro napoletano, sia per la ricchezza della sua tradizione, sia per l’articolazione espressiva e stilistica che può costituire una fonte inesauribile di ispirazione per la costruzione di un progetto didattico, capace e in grado di analizzare nel profondo il rapporto fra lingua e gesto, fra emozione e stile, fra verità e gioco.

Ma il rapporto con la tradizione non può essere solo il recupero della nostra esperienza e la nostra storia, ma è necessario un ripensamento e un confronto con quanto di meglio è stato fatto in questi anni nel campo della ricerca di nuove metodologie. La lezione dei grandi maestri del teatro europeo degli anni settanta poco è arrivata da noi e poco è stata assimilata nella pratica del lavoro teatrale. La mia ipotesi di lavoro è quella di una didattica che si nutra del rapporto fecondo fra tradizione e ricerca, fra improvvisazione e tecnica, del legame che unisce la verità misteriosa dell’interprete e la necessità della costruzione del personaggio, l’acquisizione dello stile e degli stili.

Una scuola che dia grande spazio, oltre alle naturali materie di base, al lavoro di laboratorio, favorendo la presenza fra gli insegnanti di grandi maestri della scena europea.

Negli anni l’Accademia è stata diretta da Franco Carmelo Greco, Claudio Vicentini, Romualdo Marrone, Alvaro Piccardi.

 

Docenti che si sono alternati nel ventennio:

Alvaro Piccardi, Antonio Portolano, Livio Galassi, Renato De Rienzo, Laura Zaccaria, Cristina de Miranda, Alejandra Manini, Sergio Basile, Francis Pardheilan, Rosa Masciopinto, Tato Russo, Lucio Allocca, Rino Di Martino, Giulio Liguori, Rita Savagnone.

 

Allievi Diplomati

Eugenio Boiano, Tiziana D’Angelo, Donatella De Felice, Barbara De Luca, Sergio Di Paola, Raffaella Iliceto, Laura Mammone, Lina Palmieri, Gennaro Piccirillo, Ludovica Rambelli, Maurizio Rippa, Dario Sallusto, Caterina Scalaprice, Angelo Serio, Roberta Spagnuolo, Eduardo Tartaglia, Claudia Abbate, Sergio Assisi, Antonio Buonanno, Armando Carino, Grazia Carrino, Tiziana Cosentino, Michele Danubio, Alessandra Di Somma, Franca Esposito, Giovanni Esposito, Loredana Iafrate, Giuliana Ippolito, Pino L’Abbate, Veronica Mazza, Giuseppe Miale, Nunzia Palmese, Francesco Procopio, Antonella Romano, Vicky Sarnataro, Bruno Tramice, Marcella Trevisani, Federica Bonavolontà, Antonio D’Avino, Diana Del Monaco, Sara Falanga, Michele Farina, Paola Greco, Luigi Iacuzio, Salvatore Manzoeto, Emanuele Morgese, Alfredo Pezzella, Carmen Pommella, Luciano Russo, Carmen Tessitore, Antonia Truppo, Tiziana Viano, Marcella Vigliar, Giovanni Allocca, Bernardo Angelino, Cristiano Di Maio, Simona Esposito, Andrea Manferlotti, Giuseppe Miale Di Mauro, Rosario Morra, Daniele Russo, Gabriele Gi Russo, Valentina Russo, Ilaria Scarano, Serina Stamegna, Stefania Troise, Antonio Apostolico, Consiglia Aprovidolo, Chiara Basile, Caetano Cangiano, Giuseppe Carbone, Matilde De Feo, Azzurra De Sanctis, Fabiana De Sanctis, Fabiana Di Virgilio, Luigi Esposito, Riccardo Feola, Federica Frangini, Gioia Fusco, Valentina Gaudini, Gennaro Iaccarino, Maria Iodice, Antonella Pasubio, Tiziana Pellecchia, Marco Puglia, Simona Sannino, Vincenza Tulimieri , Pierfrancesco Borruto, Antonio Botta  Miriam Campaniello, Antonio Crispino, Vincenzo D’Amato, Mario Di Fonzo, Giulio Fotia, Giuseppe Gentile, Irene Grasso, Carol Lauro, Laura Lazzari, Andrea Petrella, Antonella Raimondo, Angela Tamburrino, Melania Toralbo, Francesco Viglietti.

 

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