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Il valore e il senso di una scuola di teatro oggi è innanzitutto di preparare seriamente dei giovani
all’arte del mestiere dell’attore, ma in una situazione di crisi del nostro teatro che ha portato a un venir meno della qualificazione delle professioni e delle arti, può diventare anche luogo di verifica delle
esperienze e dei saperi, di sviluppo delle energie, di ripensamento delle ragioni. In sostanza una scuola di teatro può assolvere a un duplice compito: di inserimento dei propri attori sul mercato teatrale, e
nello stesso tempo di creare una figura dell’attore che si collochi come protagonista del fare teatro, dotato di alta professionalità e portatore di idee capaci di rilanciare tensioni e progetti qualificati.
In questo senso il concetto stesso di professionalità va ridefinito e rapportato non tanto al presente,
ma all’arte attoriale o meglio a quel “mestiere” dell’attore che si rifà alle nostre migliori tradizioni, le quali rischiano di perdersi e di scomparire all’interno di un processo di banalizzazione e di omologazione dei
linguaggi. Il rapporto con la tradizione paradossalmente si pone oggi come ricerca, come studio delle fonti della comunicazione per ritrovare nella specificità del linguaggio teatrale ragioni, metodi e tecniche.
La nostra civiltà teatrale è la più ricca di tradizioni e la più povera di metodologie didattiche.
Si tratta di andare alle radici del sapere teatrale per scoprire o riscoprire indicazioni e segni. Le
fonti di ispirazione per la costruzione di una didattica sono molteplici: dalle maschere della commedia dell’arte per una conoscenza dei grandi archetipi dell’espressione teatrale, alla grande lezione realistica di Goldoni (l’irruzione del linguaggio del mondo nella lingua teatrale) e di Pirandello che ha indagato il confine tra attore e personaggio, arte e vita, verità e finzione, struttura e forma.
Fondamentale e centrale è il rapporto con il teatro napoletano, sia per la ricchezza della sua
tradizione, sia per l’articolazione espressiva e stilistica che può costituire una fonte inesauribile di ispirazione per la costruzione di un progetto didattico, capace e in grado di analizzare nel profondo il rapporto
fra lingua e gesto, fra emozione e stile, fra verità e gioco.
Ma il rapporto con la tradizione non può essere solo il recupero della nostra esperienza e la nostra
storia, ma è necessario un ripensamento e un confronto con quanto di meglio è stato fatto in questi anni nel campo della ricerca di nuove metodologie. La lezione dei grandi maestri del teatro europeo degli anni settanta
poco è arrivata da noi e poco è stata assimilata nella pratica del lavoro teatrale. La mia ipotesi di lavoro è quella di una didattica che si nutra del rapporto fecondo fra tradizione e ricerca, fra improvvisazione e
tecnica, del legame che unisce la verità misteriosa dell’interprete e la necessità della costruzione del personaggio, l’acquisizione dello stile e degli stili.
Una scuola che dia grande spazio, oltre alle naturali materie di base, al lavoro di laboratorio,
favorendo la presenza fra gli insegnanti di grandi maestri della scena europea.
Negli anni l’Accademia è stata diretta da Franco Carmelo Greco, Claudio Vicentini, Romualdo Marrone,
Alvaro Piccardi.
Docenti che si sono alternati nel ventennio:
Alvaro Piccardi, Antonio Portolano, Livio Galassi, Renato De Rienzo, Laura Zaccaria, Cristina de Miranda,
Alejandra Manini, Sergio Basile, Francis Pardheilan, Rosa Masciopinto, Tato Russo, Lucio Allocca, Rino Di Martino, Giulio Liguori, Rita Savagnone.
Allievi Diplomati
Eugenio Boiano, Tiziana D’Angelo, Donatella De Felice, Barbara De Luca, Sergio Di Paola, Raffaella Iliceto, Laura Mammone, Lina Palmieri, Gennaro Piccirillo, Ludovica Rambelli, Maurizio
Rippa, Dario Sallusto, Caterina Scalaprice, Angelo Serio, Roberta Spagnuolo, Eduardo Tartaglia, Claudia Abbate, Sergio Assisi, Antonio Buonanno, Armando Carino, Grazia Carrino, Tiziana
Cosentino, Michele Danubio, Alessandra Di Somma, Franca Esposito, Giovanni Esposito, Loredana Iafrate, Giuliana Ippolito, Pino L’Abbate, Veronica Mazza, Giuseppe Miale, Nunzia Palmese, Francesco Procopio, Antonella Romano, Vicky Sarnataro, Bruno Tramice, Marcella Trevisani, Federica Bonavolontà, Antonio D’Avino, Diana Del Monaco, Sara Falanga, Michele Farina, Paola
Greco, Luigi Iacuzio, Salvatore Manzoeto, Emanuele Morgese, Alfredo Pezzella, Carmen Pommella, Luciano Russo, Carmen Tessitore, Antonia Truppo, Tiziana Viano, Marcella
Vigliar, Giovanni Allocca, Bernardo Angelino, Cristiano Di Maio, Simona Esposito, Andrea Manferlotti, Giuseppe Miale Di Mauro, Rosario Morra, Daniele Russo, Gabriele Gi Russo, Valentina Russo, Ilaria Scarano, Serina Stamegna, Stefania Troise, Antonio Apostolico, Consiglia Aprovidolo, Chiara Basile, Caetano Cangiano, Giuseppe Carbone, Matilde De Feo, Azzurra
De Sanctis, Fabiana De Sanctis, Fabiana Di Virgilio, Luigi Esposito, Riccardo Feola, Federica Frangini, Gioia Fusco, Valentina Gaudini, Gennaro Iaccarino, Maria Iodice, Antonella Pasubio, Tiziana Pellecchia, Marco Puglia, Simona Sannino, Vincenza Tulimieri
, Pierfrancesco Borruto, Antonio Botta Miriam Campaniello, Antonio Crispino, Vincenzo D’Amato, Mario Di Fonzo, Giulio Fotia, Giuseppe Gentile, Irene Grasso, Carol Lauro, Laura Lazzari, Andrea
Petrella, Antonella Raimondo, Angela Tamburrino, Melania Toralbo, Francesco Viglietti.
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